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Perché nelle Costellazioni Familiari sento emozioni che non sono mie?

Perché nelle Costellazioni Familiari sento emozioni che non sono mie?
La sensibilità è la capacità di percepire e assorbire le emozioni delle altre persone. Questo aspetto spesso spaventa chi si avvicina alle Costellazioni Familiari, perché nasce subito un’obiezione comprensibile: “Questa emozione non è mia.”
Ed è vero: molto spesso non lo è.
Proprio per questo la sensibilità diventa un elemento centrale e prezioso nel lavoro sistemico.
Nelle Costellazioni Familiari non si tratta di confondersi con ciò che non ci appartiene, ma di imparare a riconoscerlo. Nella vita quotidiana, che lo vogliamo o no, siamo costantemente esposti alle emozioni degli altri: le assorbiamo, le portiamo con noi, spesso senza rendercene conto.
Il lavoro in costellazione offre uno spazio protetto in cui allenare questa capacità. Ci si esercita ad avvertire certe emozioni, a distinguerle e soprattutto a lasciarle andare quando non appartengono a noi.
Non si tratta quindi di diventare più vulnerabili, ma più consapevoli.
Quello che inizialmente può sembrare un aspetto destabilizzante si trasforma così in una risorsa molto concreta. Diventa un allenamento alla presenza, al confine sano e alla responsabilità emotiva.
C’è anche un altro aspetto importante da comprendere: la nostra capacità di assorbire le emozioni non nasce per caso. Nell’antichità era una risorsa essenziale per la sopravvivenza. Se una persona del gruppo percepiva un pericolo, quell’informazione emotiva si trasmetteva rapidamente agli altri membri, permettendo una risposta immediata e collettiva.
Era un sistema di allerta condiviso.
Oggi il contesto è completamente diverso. Non viviamo più in una piccola comunità con pochi ruoli chiari e ritmi definiti. Siamo immersi in molti ambienti, relazioni e stimoli contemporaneamente. Ogni giorno riceviamo frammenti di emozioni diverse, spesso contrastanti, provenienti da persone e situazioni lontane tra loro.
Quella stessa capacità che un tempo ci proteggeva, oggi può confonderci.
Ed è proprio qui che il lavoro nelle Costellazioni Familiari diventa prezioso. Ci aiuta a distinguere ciò che appartiene al sistema, ciò che è nostro e ciò che non lo è.
Ci insegna a restare sensibili senza esserne travolti, presenti senza perdere il nostro centro.
In questo senso, le Costellazioni Familiari non sono solo uno strumento di comprensione, ma una vera pratica di maturazione emotiva.
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Dare la colpa

Dare la colpa
Cercare qualcuno cui dare la colpa, per ciò che ci succede, è uno dei meccanismi preferiti. Lo è a tal punto che, se non lo troviamo, la diamo a noi stessi. Questo meccanismo, porta le nostre energie verso la rabbia e il risentimento. In realtà, non c’è alcuna necessità di dare la colpa a nessuno.
Perché ogni cosa che ci succede, ci succede per permetterci di imparare qualcosa e non per colpa di qualcun altro. Quando abbiamo imparato la lezione, non ci troviamo più in situazioni analoghe, perché non ne abbiamo più bisogno.
Quando si dà la colpa a qualcuno gli si sta dando anche Potere, il proprio Potere. Gli si dà il Potere di renderci felici o infelici.
Se una persona o un evento possono renderci felici o infelici, allora non si è liberi.